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Cooperation for Politecnico di Milano

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Presentation on theme: "Cooperation for Politecnico di Milano"— Presentation transcript:

1 Cooperation for Development @ Politecnico di Milano
Emanuela Colombo (presented by Giancarlo Spinelli) La cooperazione come leva e i giovani come risorsa La cooperazione internazionale e le problematiche dello sviluppo equo e sostenibile sono aspetti che affascinano studenti e giovani, perché catturano ampi spazi nelle loro menti, pronte a muoversi ed operare in contesti globali, ispirati ad ideali di giustizia, rispetto e pace fra gli uomini di ogni Cultura. Queste sono alcune delle nuove leve motivazionali che spingono all’impegno e al sacrificio personale le nuove generazioni, è pertanto necessario, per la classe formativa, imparare a usare, anche in un contesto universitario, la grammatica di questo linguaggio. Coinvolgere i giovani su questi temi rappresenta una grande opportunità per creare valore nel percorso educativo e per trasformarli in una risorsa fondamentale da utilizzare nel percorso di crescita dell’umanità e nella formulazione di nuovi paradigmi per lo sviluppo. Approccio RICERCA SCIENTIFICA la VISIONE non PIETISTICA ma COLLABORATIVA: coinvolgimento!! la rilevanza dei PARTNERARIATI (industria, ONG, istituzioni: trasversalità) PROGETTI PAESE (Ballio)

2 Nei Paesi del Nord del Mondo, qualunque insieme di entità questa dicitura possa oggi significare, si insegna che nell’ambito della cooperazione allo sviluppo non è più il tempo di portare “i pesci”, ma è il tempo di insegnare ai Paesi del Sud del Mondo, qualunque insieme di entità quest’altra dicitura possa mai significare, come poter imparare a “pescare”. Ebbene il Millennio appena avviato, ha già segnato la fine di questo secondo tempo e la necessità di un nuovo paradigma. Il pensiero condiviso da molti è che la cooperazione allo sviluppo del Terzo Millennio deve portarci a non pensare più a cosa il Nord può fare per il Sud, trasferendovi dei prodotti (i pesci) o dei modelli predefiniti (la pesca), ma il Nord & il Sud del mondo devono lavorare insieme, stringere partnership, attivare progetti e percorsi di ricerca e di innovazione per condividere un processo la cui “ownership” sia fortemente sentita dagli attori coinvolti.

3 Cooperation4Development: overview
Cooperation for Development External Context: Challenges and needs of cooperation The Eight Goals of the Millennium Logics of global Interdependence Main Actors University competences Internal Reasons: university cooperation Cooperation and University: Vision and value added mission paths Coordination Cooperation for Politecnico di Milano Mandate, Vision and Mission Reasons and shared Rationale The opportunity of collaboration: Partners The Challenge: renewing project making Intervention Scopes, Methods and Results (2006 and 2007) Dissemination, Training, International and local Projects Relationships and Partnerships: Institutional Committments Research and Technology Transfer La cooperazione universitaria al Politecnico di Milano L’Università, come centro della formazione superiore, presenta alcune competenze specifiche che possono essere di grande supporto nella cooperazione alla pace e allo sviluppo: la capacità didattica e scientifica, l’aspetto gestionale e lo spirito di servizio nei confronti della società civile e della comunità internazionale. In linea con tali considerazioni, per altro condivise a livello internazionale (MDGS), l’università è sollecitata a farsi parte attiva nel settore della cooperazione. Sono molte le università che hanno raccolto l’invito. In questo contesto nasce al Politecnico di Milano nel maggio del 2005 il settore tematico Cooperazione allo Sviluppo dei Paesi Terzi per delega del Rettore, Prof. Giulio Ballio. L’area Cooperazione allo Sviluppo dei Paesi Terzi si propone di partire dalle numerose esperienze pregresse che da anni hanno caratterizzato alcune realtà operanti all’interno dell’Ateneo, per creare un patrimonio culturale condiviso e una strategia comune che porti ad una crescita complessiva di tutti gli attori coinvolti a beneficio reale dei bisogni e degli obiettivi nel settore.

4 Cooperation4Development: overview
Cooperation for Development External Context: Challenges and needs of cooperation The Eight Goals of the Millennium Logics of global Interdependence Main Actors University competences Internal Reasons: university cooperation Cooperation and University: Vision and value added mission paths Coordination Cooperation for Politecnico di Milano Mandate, Vision and Mission Reasons and shared Rationale The opportunity of collaboration: Partners The Challenge: renewing project making Intervention Scopes, Methods and Results (2006 and 2007) Dissemination, Training, International and local Projects Relationships and Partnerships: Institutional Committments Research and Technology Transfer La cooperazione universitaria al Politecnico di Milano L’Università, come centro della formazione superiore, presenta alcune competenze specifiche che possono essere di grande supporto nella cooperazione alla pace e allo sviluppo: la capacità didattica e scientifica, l’aspetto gestionale e lo spirito di servizio nei confronti della società civile e della comunità internazionale. In linea con tali considerazioni, per altro condivise a livello internazionale (MDGS), l’università è sollecitata a farsi parte attiva nel settore della cooperazione. Sono molte le università che hanno raccolto l’invito. In questo contesto nasce al Politecnico di Milano nel maggio del 2005 il settore tematico Cooperazione allo Sviluppo dei Paesi Terzi per delega del Rettore, Prof. Giulio Ballio. L’area Cooperazione allo Sviluppo dei Paesi Terzi si propone di partire dalle numerose esperienze pregresse che da anni hanno caratterizzato alcune realtà operanti all’interno dell’Ateneo, per creare un patrimonio culturale condiviso e una strategia comune che porti ad una crescita complessiva di tutti gli attori coinvolti a beneficio reale dei bisogni e degli obiettivi nel settore.

5 Cooperation4Development @POLIMI
Cooperation4Development: challenges and needs The 8 Goals Millennium MDGs and the frontiers of global development multidisciplinary and complex tasks, challenge for all Mankind strong partnerships are required The interdependency principle states that our World is a single Nation Brandt’s Report (1978) Economic: total convenience for the global market Environmental: mankind actions and impact on environment Social: interrelations between culture and societies in order to keep peace Il cuore della cooperazione universitaria Le grandi sfide che gli obiettivi del Millennio sottendono per la società civile portano inevitabilmente a pensare che gli attori del settore della cooperazione internazionale debbano far leva su un bagaglio solido di competenze specifiche, una pronta visione sistemica, una capacità indiscutibile di creare reti e sinergie con istituzioni, organizzazioni non governative e internazionali, università e attori locali (primari conoscitori dei bisogni del territorio). Operare a supporto degli obiettivi del Millennio affinché il processo venga affrontato con nuovi paradigmi è una strada complessa a cui le università, luoghi privilegiati della formazione e della ricerca, non possono sottrarsi: operare per mettere le proprie competenze, le tecnologie e le specifiche capacità a disposizione di questa sfida è un servizio che il Politecnico di Milano è orgoglioso di poter offrire alla società civile locale e globale. Siamo dei tecnici e nella tecnica abbiamo il nostro cuore e la nostra capacità. Siamo convinti che la tecnologia e l’innovazione abbiano rappresentato grandi fattori competitivi nell’economia e nella società. Ma siamo anche dei cittadini del Mondo e siamo consapevoli che oggi queste due chiavi competitive non possano essere più sufficienti per vincere la grande sfida dello sviluppo a cui gli obbiettivi del Millennio richiamano. Oggi, la tecnologia e l’innovazione devono essere accoppiate e integrate alla responsabilità sociale, all’etica delle professioni e rilette alla luce del complesso dei fattori umani per rappresentare davvero e concretamente quel sistema di strumenti e valori su cui la società civile, in modo partecipato e condiviso, deve puntare per alleviare la povertà e provare a vincere la sfida dello sviluppo. An INNOVATIVE model of Development able to preserve and integrate local culture and support Mankind in the path towards the growth of a sustainable civil society is needed Development Issues concern everybody!

6 2015 The 8 Goals of the Millennium s MDGs
Goal 1: Eradicate extreme poverty and hunger Goal 2: Achieve universal primary education Goal 3: Promote gender equality and empower women Goal 4: Reduce child mortality Goal 5: Improve maternal health Goal 6: Combat HIV/AIDS, malaria and other diseases Goal 7: Ensure environmental sustainability Goal 8: Develop a Global Partnership for Development The MDGs are drawn from the actions and targets contained in the Millennium Declaration that was adopted by 189 nations-and signed by 147 Heads of State and Government. It contains specific commitments to fight poverty, - It recognises that there are needs relevant to all countries: the poor and especially the rich ones - It fixes the deadline 2015

7 Cooperation4Development @POLIMI
Cooperation4Development: challenges and needs The 8 Goals Millennium MDGs and the frontiers of global development multidisciplinary and complex tasks, challenge for all Mankind strong partnerships are required The interdependency principle states that our World is a single Nation Brandt’s Report (1978) Economic: total convenience for the global market Environmental: mankind actions and impact on environment Social: interrelations between culture and societies in order to keep peace Il cuore della cooperazione universitaria Le grandi sfide che gli obiettivi del Millennio sottendono per la società civile portano inevitabilmente a pensare che gli attori del settore della cooperazione internazionale debbano far leva su un bagaglio solido di competenze specifiche, una pronta visione sistemica, una capacità indiscutibile di creare reti e sinergie con istituzioni, organizzazioni non governative e internazionali, università e attori locali (primari conoscitori dei bisogni del territorio). Operare a supporto degli obiettivi del Millennio affinché il processo venga affrontato con nuovi paradigmi è una strada complessa a cui le università, luoghi privilegiati della formazione e della ricerca, non possono sottrarsi: operare per mettere le proprie competenze, le tecnologie e le specifiche capacità a disposizione di questa sfida è un servizio che il Politecnico di Milano è orgoglioso di poter offrire alla società civile locale e globale. Siamo dei tecnici e nella tecnica abbiamo il nostro cuore e la nostra capacità. Siamo convinti che la tecnologia e l’innovazione abbiano rappresentato grandi fattori competitivi nell’economia e nella società. Ma siamo anche dei cittadini del Mondo e siamo consapevoli che oggi queste due chiavi competitive non possano essere più sufficienti per vincere la grande sfida dello sviluppo a cui gli obbiettivi del Millennio richiamano. Oggi, la tecnologia e l’innovazione devono essere accoppiate e integrate alla responsabilità sociale, all’etica delle professioni e rilette alla luce del complesso dei fattori umani per rappresentare davvero e concretamente quel sistema di strumenti e valori su cui la società civile, in modo partecipato e condiviso, deve puntare per alleviare la povertà e provare a vincere la sfida dello sviluppo. An INNOVATIVE model of Development able to preserve and integrate local culture and support Mankind in the path towards the growth of a sustainable civil society is needed Development Issues concern everybody!

8 Cooperation4Development : preliminary remarks
Cooperation4Development: Challenges and needs Transversal & multidisciplinary approaches are required for programs Inspired by shared objectives and agreements - Governance Focused on local capacity building, knowledge transfer, local contest and human factor Centered on appropriate technology transfer and environmental preservation Able to operate for the benefit of stakeholders Strong Partnerships, Network capabilities are needed and required With capable and motivated actors for covering the multitasking needs Le logiche alla base della cooperazione internazionale, gli approcci metodologici oggi disponibili e l’individuazione dei caratteri essenziali per pianificare e progettare gli interventi di cooperazione che si ispirino e rispettino i concetti di sostenibilità e di autosostenibilità, sono alcuni degli ambiti di azione dell’Area Cooperazione allo Sviluppo dei Paesi Terzi. Dal punto di vista generale, il settore Cooperazione allo Sviluppo dei paesi Terzi del Politecnico di Milano si pone come un’area culturale a matrice trasversale, dove ciascun attore dell’Ateneo, dalle matricole agli studenti degli ultimi anni, dal personale tecnico a quello amministrativo, dai ricercatori fino ai decani dei vari settori scientifici disciplinari, ciascuno per le proprie insostituibili competenze, interessi e motivazioni personali, può contribuire a lasciare un segno significativo nel processo di crescita verso lo sviluppo sostenibile delle società civile che coinvolga l’intero pianeta. Preparare una figura di laureato che possa coprire un ruolo da attore e protagonista delle trasformazioni della società, di cui i PVS hanno estrema necessità ma che occorrono, seppur in diversa forma ed entità, anche nelle nostre realtà moderne: un ingegnere, un architetto, un designer che spinto da una leva motivazionale forte, sia spronato dal desiderio di poter operare in contesti sociali complessi con una visione sistemica, che sappia utilizzare sempre l’attenzione verso il contesto sociale, umano e ambientale delle culture locali come binario guida, la ricerca come motore, la tecnologia come carrozza e l’innovazione di sistemi e processi come energia primaria per far muovere, ben saldo su quei binari, il treno dello sviluppo. “Professionals” need to be trained for acting in this field

9 Cooperation4Development @POLIMI
Cooperation4Development: Universities as proper partners The academic mission stands on three pillars: 1. teaching and education represents the foundation of the capability of spreading knowledge research activities represent the way for updating our knowledge, keep a dynamic teaching, develop a critical capability in the young generations. technology transfer within the relations with industrial companies represents the way in which the academic culture demonstrates to be effective for the social and economical development of the Nation and its market. We have to play a role… Università e Cooperazione Come noto la missione universitaria si fonda su tre pilastri fondamentali: la formazione è il cuore del nostro impegno per la creazione di competenze, la ricerca scientifica è lo strumento con contribuiamo alla crescita dei Saperi e implementiamo una didattica dinamica, il trasferimento di conoscenza e/o di tecnologia verso il territorio (locale o internazionale) è l’indicatore di monitoraggio dell’efficacia della nostra missione. Molte Università hanno compreso la rilevanza nel contesto globale, delle logiche di interdipendenza e si sono attivate, scientemente, per operare nel settore della cooperazione perché “credono” e desiderano porsi a servizio della Società. Azioni comuni, non individuali, avviate con gradualità in coordinamento con gli altri attori di rilievo, ciascuno apportatore di una competenza differenziale in grado di maturare una migliore progettualità comune. “Professionals” need to be trained for the global world

10 Cooperation4Development at Polimi: the vision
The Politecnico di Milano: Technology & Innovation have always represented key advantages for great competitive performances. La sinergia “ricerca-innovazione” riveste da tempo un ruolo strategico e fondamentale nei paesi sviluppati, e molte sono le iniziative pubbliche (bandi nazionali e internazionali) e i supporti del settore privato (fondazioni) che spingono a percorrere questa strada a grandi passi per promuovere la crescita economica nei paesi del Nord del Mondo. Dal lato del Politecnico che si muove da qualche tempo nel settore della cooperazione allo sviluppo, si voleva aggiungere al paniere delle infinite riflessioni, un piccolo contributo al tema che ne amplia (nel senso che ne aggiunge una) la prospettiva di analisi ma ne conferma, appieno, l’essenza. Il binomio “ricerca-innovazione” è riconosciuto oggi essere un elemento imprescindibile nei paesi del Sud del mondo e l’internazionalizzazione su cui si fondano molti piani strategici universitari ci sprona a curiosare oltre le frontiere del mondo meglio conosciuto (Europa e Stati Uniti). Storicamente al Politecnico di Milano, troviamo tecnici che nella tecnica hanno il loro cuore e la loro capacità. Tecnici convinti che la tecnologia e l’innovazione, come output e outcome della ricerca scientifica, abbiano rappresentato grandi fattori competitivi nell’economia e nella società del secondo millennio. Ma troviamo anche delle persone consapevoli che oggi queste due chiavi competitive non rappresentino più un supporto sufficiente per vincere, da sole, la grande sfida dello sviluppo globale a cui gli obbiettivi del Millennio richiamano. Oggi, la tecnologia e l’innovazione, ancora strumenti necessari, devono essere rilette alla luce del complesso dei fattori umani, accoppiate e integrate alla responsabilità sociale, all’etica delle professioni per diventare quel sistema di strumenti e valori su cui la società civile deve puntare nel Terzo Millennio. Technology & Innovation alone are not enough anymore. Only driven by Human factors and coupled with the principle of Social Responsibility They may build a good set of instruments and values able to support our civil society in the “challenge for global Development and human promotion” The problem of development concerns the whole world…

11 Cooperation4Development @POLIMI: the vision
The Politecnico di Milano: Learning principles of Cooperation4Development creates positive values that may be useful in any global frame where people will work These values may lead to a generation of responsible individuals (North & South) able to truly act in that worldwide “challenge for global Development” Le università devono aprirsi a questo linguaggio ed impararne la grammatica: tenerne conto nei percorsi formativi e trasferirla ai giovani attraverso la didattica; imparare anche ad applicarla alle “frontiere della tecnologia” che non sono solo le “tecnologie di frontiera”, ma sono tutte le frontiere geografiche, sociali, economiche, culturali che la ricerca può aiutare a ridurre. Inoltre da più segnali si riesce a riconoscere che i giovani di oggi si mostrano sempre più interessati ed attivi sulle tematiche trasversali. La motivazione risiede in una serie di aspetti socio-culturali legati, da una parte agli effetti della globalizzazione e dall’altra ad una generale crisi di alcuni valori tradizionali (lavoro e carriera, benessere economico e famiglia) che sono invece stati la base portante e motivazionale della generazione precedente. Leggere tra le righe di questo processo di cambiamento degli interessi, permetterebbe di sanare la frattura tra due generazioni: la più anziana, convinta del valore altamente formativo dei valori con i quali è cresciuta e del lassismo manifesto della giovane generazione svogliata e demotivata; la seconda convinta invece che le logiche siano completamente cambiate, che gli interessi del mondo siano eticamente superiori agli interessi personali, che ci sia bisogno di un rinnovamento e di una forte sensibilizzazione in chiave globale. All Universities need to prepare the Citizens of The Global World

12 Cooperation4Development at Polimi: the mission
Serving and Supporting the Social Development: A. Set up of a program of education & training, dissemination, spreading, training professionals able to operate in the social transformation Taking care of Social, human and environmental factors Able to identify appropriate model of development and technologies B. Building strong partnerships for empowering project effectiveness Institutions, NGOs, international/Non profit organizations, Private companies, Universities Empowering projects capabilities C. Using research and relationships to become a reference/support to Identify new models and methods to understand better the cause/effect mechanisms Diventano sempre più rilevanti le conoscenze e le competenze specifiche da una parte e le capacità sistemiche dall’altra e appaiono chiari due elementi: la necessità di arricchire i percorsi formativi dei futuri cittadini e professionisti del mondo con contenuti nuovi e la funzione della ricerca scientifica per l’innovazione. Arricchire i percorsi formativi. Le tematiche legate alla cooperazione allo sviluppo e la loro assimilazione contribuiscono ad allargare il bagaglio di competenze e di conoscenze dei giovani professionisti, indipendentemente dalle realtà nelle quali andranno a prestare la propria opera professionale: profit o non profit. Molte Università condividono il “Valore Aggiunto” che le tematiche trasversali possono portare al mondo accademico e si sono da tempo attivate in questa direzione cercando terreni comuni per avviare collaborazioni e ricerche in partenariato con tutti gli altri attori di rilievo (istituzioni, ONG, imprese, organismi internazionali). La ricerca scientifica per l’innovazione La ricerca scientifica diviene strumento per lo sviluppo e contiene nel suo metodo i principi base dell’equità, poiché stimola la ricerca della verità, promuove l’onestà intellettuale, educa ad una corretta metodologia conoscitiva, afferma la libertà di pensiero e nega qualunque discriminazione. Il binomio “ricerca-innovazione”, ovunque fondamentale, è riconosciuto essere un elemento oggi imprescindibile nei paesi del Sud del mondo dove l’innovazione non assume necessariamente il sapore forte e corposo tipico delle tecnologie di frontiera, ma quello meno nobile, non per questo meno delicato (e socialmente utile) dell’applicazione della ricerca attraverso tecnologie magari già note, da adattarsi ai “differenti” contesti e scenari culturali, sociali ed economici. Il Nord del Mondo (Europa ad esempio) ha le proprie competenze e un background storico molto forte che a volte può rappresentare una barriera contro la quale si infrangono sul nascere le nuove idee (nuovi concetti di sviluppo, nuovi modelli economici…); il Sud è invece sicuramente più aperto. In questa ottica, la cooperazione Nord-Sud può davvero evolvere verso condizioni di mutuo apprendimento e il concetto del trasferimento tecnologico trasformarsi in una costruzione collettiva e divenire strumento appropriato per elaborare un insieme di modelli di sviluppo (uno solo sarà difficilmente adattabile a livello globale) fornendo opportunità di sperimentazione in terreni non convenzionali We foster cooperation with existing international networks

13 Cooperation4Development at Polimi
Objectives, Methods and Approach Objectives Knowledge Transfer for innovation and economic development (joint training starting from research and interaction with the territory) Creating/strengthening culture and competence Strengthening institutional context starting from universities Training researchers; Improving quality of Professors skills and competences; Developing better study curricula and promoting student mobility; Evaluating the opportunities of staff exchanges Increasing intellectual and human capital Method and Approach Involvement for knowledge sharing and decision making processes Continuous monitoring Attention paid to complexity (State, Civil Society) Strengthening links between Italian and local universities Supporting the creation of transversal local networks Involving institutions, private sector and NGOs >> Ethic vision of civil society (as a goal, not as a mean) Gli obiettivi chiave Trasferimento di conoscenze o meglio Costruzione collettiva (a partire dalla ricerca) Creazione/potenziamento di cultura e competenze (sia negli operatori che nelle zone di intervento, educazione) Ricostruzione o rafforzamento istituzionale a partire dalle università stesse formare competenze per la ricerca: l'Università è spesso una scuola superiore ove i docenti non sono ricercatori; aggiornare mediante riqualificazione e mobilità per i docenti; aggiornare curricula scolastici e favorire la mobilità studenti; valutare l'opportunità di scambi anche nel settore tecnico amministrativo;, Valorizzazione del capitale intellettuale e del capitale umano. Il metodo e l’approccio: Processi partecipati che tendano alla condivisione (e dunque all’efficacia); Gradualità del percorso ottenuta attraverso continuo monitoraggio (feedback propositivo); Ascolto della complessità (Stato, Società Civile e soggetti che la rappresentano ma anche i vari soggetti giovani, adulti, donne, uomini, minoranze) Rafforzamento legami università-università locali (cooperazione universitaria) per supportare e arricchire l’azione istituzionale prestando grande attenzione alle specificità che inevitabilmente si hanno nelle diverse situazioni Paese: la nostra esperienza di campo, ci porta a dire che esistono delle criticità l’Africa Sub-sahariana non è il medio Oriente che non è l’America latina occorrono criteri di scelta tra le molte richieste che pone il partner universitario sono necessari sistemi per aggirare forme di privilegi e non cadere della ragnatela della corruzione, visione etica della società civile che deve diventare un fine e non mezzo e permeare con i suoi criteri di azione le logiche di interevento

14 Cooperation4Development @POLIMI
In the previous years we have focused our activities on dissemination and training and we have experienced many opportunities in term of partnership and project development Dissemination Cultural Road map for MDGs under the U.N. patronize Seminars and Workshops on Development and Intercultural Aspects Training Course “Engineering and Cooperation4Development” – (2.5 Credits) Within Alta Scuola Politecnica a Project for Ecuador has been proposed Projects opportunities Africa (Kenya, Tanzania)/Latin America (Ecuador)/Middle Est (Lebanon): support to the autonomy development (Local institutions , local universities, local ONGs) UNIDO Faculty Chair on Innovation Institutional Relations Coordinators: “Universities Italy” (by Ministry of Foreign Affairs) Working group “School & Voluntaries” (by Ministry of Education – Lombardy office) Research and Technology Transfer Agency/ Observatory on best practices, models targeted to cooperation for development

15 Cooperation4Development @POLIMI
Transversal Partnerships in Cooperation International Organizations ONU, ILO, UNIDO ONGS and Organisation ASVI AVSI, Frères des Hommes Mani Tese, OCCAM, OpenCity Engineers Without borders Soleterrae, Cooperative Chico Mendes, Medecines Sans Frontières AIAT, Corridoio Zero CIRPS, Combonian Missionaries Namaste EADI Universities “Coordinamento Universitario per la Cooperazione e lo Sviluppo” (23 Universities), + other Universities: Roma, Perugia, Siena, Palermo, Calabria, Napoli, Lecce Finnish & Norway Network of Univ. Delft & Gratz Universities Partners Institutions DGCS-MAE, Regione Lombardia, ICE Private Sector Assolombarda, Sodalitas Foundations

16 Cooperatio4Development@Polimi: an example
Program of Partnership within the EAC: EDULINK ExC3ITE Project PARTNERSHIP WITH THE EAST AFRICAN COMMUNITIES L’Africa sub-sahariana sta affrontando oggi molti problemi, l’Europa sta cerando di definire sempre più una propria politica condivisa sia a livello di affari esteri che di cooperazione allo sviluppo che di modelli di sostenibilità, al fine di identificare le sue peculiari caratteristiche culturali e il suo vantaggio rispetto ad altre aree (USA, Giappone…). Il progetto si basa sull’idea di una cooperazione che prenda il via dagli individui e dalle istituzioni nazionali per mettere a punto un nuovo modello di cooperazione che, tenendo conto degli interessi e delle esigenze di tutti gli attori, offra a ciascuno la possibilità di fornire il proprio contributo con lo scopo principale di rafforzare l’ownership locale e assicurare la sostenibilità nel lungo periodo. L’Europa ha le proprie competenze e un background storico molto forte che a volte potrebbero rappresentare una barriera contro la quale si possono infrangere o venire soffocate sul nascere le nuove idee (nuovi concetti di sviluppo, nuovi modelli economici…). In quest’ottica ci si rende conto che la cooperazione tra i due continenti può davvero evolvere verso condizioni di mutuo apprendimento: L’Europa può insegnare all’Africa, ma l’Africa può e deve insegnare all’Europa. Se si utilizza questo approccio, il concetto del trasferimento tecnologico diventa una nuova e innovativa costruzione di conoscenze e vede aumentare il suo valore se efficacemente applicata al mondo produttivo e alle comunità.

17 Program of Partnership within the EAC: EDULINK ExC3ITE Project
PARTNERSHIP WITH THE EAST AFRICAN COMMUNITIES POLIMI fosters cooperation with local Institutions to support the scientific and Technological upgrading of the local Higher Education Institutions Overall Objective • Boosting the contribution of Engineering Technology to the socioeconomic development of the East African Community Specific objectives • To build capacity in delivering relevant and effective training programmes, preparing an enabling environment to carry out research activities and foster community service through a Network of Higher Education Institutions (HEIs) L’istruzione superiore è da sempre considerata di rilevanza strategica per le culture e le economie nazionali. Oggi la società globale affronta molte sfide complesse e multidisciplinari, che sono riassunte negli 8 Obiettivi del Millennio, fortemente supportati dalle Nazioni Unite. Nel contesto globale è facile rilevare che Tecnologia e Innovazione possono giocare un ruolo preminente, ma, che, se considerate come discipline a sé stanti, potrebbero non rivelarsi sufficienti per vincere tali sfide. Solo se guidate da fattori umani e utilizzate secondo i principi della responsabilità sociale e dell’etica, la Tecnologia e l’Innovazione (comunque e dovunque siano implementate) possono rappresentare gli strumenti appropriati e i valori dei quali la società civile sente il bisogno. Rimanendo all’interno della loro missione, che si focalizza su Formazione, Ricerca e Migrazione di Conoscenza e Tecnologia, le Università europee desiderano cooperare, attraverso un dialogo interdisciplinare che rafforzi l’autonomia locale, per favorire la crescita delle conoscenze, delle competenze tecniche e gestionali delle capacità complessive che permettono alle Università africane di supportare lo sviluppo sociale. In particolare, il progetto legato al Kenya, in evoluzione dal 2005, quando il Ministro dell’Istruzione prima, e il Ministro della Scienza e della Tecnologia, poi, hanno chiesto al Politecnico di Milano di supportare l’azione governativa che aveva lo scopo di consolidare la cultura scientifica e tecnologica, al fine di promuovere il passaggio a università dei politecnici locali e di supportare il trasferimento dei risultati della ricerca allo sviluppo economico e industriale. Questa opportunità, da considerarsi come un’esperienza pilota, ha in sé l’approccio metodologico mirato a favorire i processi nazionali già in atto e supportati dalle politiche nazionali. L’approccio generale è di tipo non invasivo, ma di collaborazione fattiva in processi già in corso e gestiti localmente. Un comitato direttivo formato da tutte le parti istituzionali e sociali locali: il Ministero dell’Istruzione, il comitato delle pari opportunità, settore privato, ordini degli ingegneri e degli architetti sono stati chiamati dal Ministero della scienza e Tecnologia, che coordina il team, a supportare il passaggio dei Politecnici del Kenya e di Mombasa da istituto superiore a Università. Il progetto dà grande rilevanza alla politica di aumentare il know-how tecnologico in modo da avere impatto su economia e sviluppo locale ed è strutturato secondo una metodologia che permette di enfatizzare la ownership locale. Il Politecnico di Milano è stato identificato come partner esterno cui è stato chiesto di cooperare nell’ambito di questa struttura.

18 Program of Partnership within the EAC: EDULINK ExC3ITE Project
Expected Results the project is built around the ideas of Capacity building and Networking that cross over the specific objective of the program 1. A regional network (RN) of HEIs in Engineering Technology consistent with national, regional strategies for reinforcing generation of knowledge and innovation. 2. A common strategic approach for generating synergies with Stakeholders and contributing to the fulfillment of the HEIs’ missions. 3. Teaching and Support staff development focused on capacities (innovative teaching and training methodologies), technical competences and facilities. 4. A common pilot approach to quality control system for improving and monitoring teaching and learning 5. Enhanced capacity for governance and management in the partner institutions Obiettivo specifico è la creazione di una rete di istituzioni di alta formazione in ingegneria e il rafforzamento di partnership trasversali tra rete e attori economici e sociali per promuovere il ruolo di Scienza, Tecnologia e Innovazione nello sviluppo regionale. I risultati attesi sono collegati alle tre principali aree di interesse e azione: RETE, QUALITA’ nella educazione e nella formazione e GOVERNANCE. I principali risultati attesi correlati alla rete sono: costituzione di una rete regionale di Istituti per l’Istruzione Superiore in Scienza, Tecnologia e Innovazione appropriata per politiche e programmazioni nazionale e regionale, al fine di creare condizioni sociali ed economiche migliori; valutare, adottare e utilizzare best practices, rafforzare la ricerca; implementazione di approcci strategici comuni per rafforzare le sinergie con le parti interessate (industria, istituzioni governative, società civile, comunità). Per quanto concerne l’insegnamento i risultati attesi principali sono relativi alla crescita del personale focalizzata sulle capacità (utilizzando anche le nuove metodiche di insegnamento e addestramento fornite dalla ICT), competenze, strutture e aggiornamento del processo di valutazione. Per quanto riguarda la governance i risultati attesi sono aumento della capacità di policy making, management, pianificazione e delle funzioni amministrative (attenzione verso le persone) e aumento dell’efficienza nell’erogazione di servizi e nei settori amministrativi e gestionali (attenzione verso le istituzioni e i servizi). L’impatto dell’azione porterà a programmi accademici più competitivi capaci di interessare le persone sia a livello locale sia internazionale e un forte impegno allo sviluppo del mercato locale. Inoltre, un valore aggiunto del progetto è legato al possibile riconoscimento internazionale del livello dei programmi e dei laureati degli istituti coinvolti e delle rispettive opportunità di trovare autofinanziamenti, al miglioramento della collaborazione regionale e interregionale nei settori della ricerca e della formazione, e della capacità di elaborare scoperte scientifiche e innovazioni per promuovere lo sviluppo e l’autosviluppo dei Paesi dell’Area Est Africana e della rispettiva capacità e costituisce un esempio pilota per altre regioni africane.

19 Program of Partnership within the EAC: EDULINK ExC3ITE Project
Strategic Relevance • The Project proposed by the Consortium is aligned with the Edulink vision and presents the following strategic relevance: Regional integration for effecting the socioeconomic development Engineering Technology and Focus on Innovation in line with the EAC strategies Response to the current EAC HEIs strategic plans Governmental involvement and political goodwill Capacity building Regional and International Networking Participatory process and PCM Attention to gender and brain drain issues Quality control and assurance in teaching and learning Local ownership ....to have an ExC3ITing project in hand

20 Program of Partnership within the EAC: EDULINK ExC3ITE Project
EDULINK II CALL (European Project on Higher Education) Title: EXC3ITE Elimu (Education) For Common Creative Capacity in Innovation, Technology and Engineering. - Applicant : Politecnico di Milano - Partners: The Mombasa Polytechnic University College, The Kenya Polytechnic University College, Kenya; The Dar Es Salaam Institute of Technology, Tanzania - Associates Ministry of Science and Technology – Kenya AVSI Foundation (Italian NGO), Italy Fondazione Politecnico, Italy Italian Embassy in Nairobi, Italy Ingegneria Senza Frontiere – Milano (Volunteers) , Italy La presenza dell’Institute of Technology di Dar Es Salam (una università a tutti gli effetti) può rafforzare l’appropriazione dell’intero processo da parte dei locali. La creazione di una tale rete interuniversitaria consolida la cooperazione Sud-Sud, attraverso i benefici ricavati dalla Rete Nord-Sud, rafforza l’implementazione di un modello regionale di sviluppo autosostenibile a medio e lungo termine e risulta inoltre efficace per il coinvolgimento e l’impegno del governo stesso. Nella Rete, le parti interessate al progetto hanno sperimentato e adottato, con consenso generale, un processo partecipativo sia per l’identificazione delle tematiche (problemi e opportunità) sia per il processo di decision making. A lungo termine il progetto potrebbe estendersi a tutte le Comunità Est Africane (EAC) spinto dalle esigenze comuni di formazione superiore. All’interno della filosofia di questa azione, un grande beneficio sarà costituito dall’aumento delle capacità nazionali di prendere parte a progetti internazionali che possano aumentare le opportunità di autofinanziamento e condurre a una vera crescita locale in autonomia.

21 Cooperatio4Development@Polimi: an example
PERU PROJECT SECTORIAL INNOVATION SYSTEM Institutional Capacity Building and Competences for innovating the Textile sector APPLICANT: PARTNER: UNIDO Politecnico di Milano Scuola Superiore di Sant’Anna Ministerio de la Producción Ministerio de Comercio Exterior y Turismo, Ministerio de Educatión, Ministerio de Trabajo y Promoción del Empleo, Universidad Católica Sedes Sapientiae (UCSS), Universidad Nacional de Ingeniería (UNI), Consejo Nacional de Competitividad (CNC) FUNDING: Ministero degli Affari Esteri Cooperazione Italiana attraverso Ufficio Cooperazione di Nairobi CAF: comunità andine

22 Cooperation4Development @POLIMI: pre-conditions
Pre-conditions to be addressed “Scientific Method, Quality Assurance, Process Innovation and Partnerships need to be the driving force for strengthening our potential & our impact and building a high quality network able to act in a network of networks for global development”. Every shared approach has a cost-benefit balance for individuals La vera innovazione nella cooperazione, intesa come una collaborazione tra i popoli, ha bisogno della partecipazione e la ricchezza, che fa crescere, sta nella capacità di imparare dal passato, capendone gli errori e accettandone le positività e nella capacità di ascoltare e integrare le differenti posizioni, indipendentemente da ruoli sociali o professionali, da ranghi istituzionali, diplomatici o religiosi. C’è molto da fare e può non essere facile decidere come agire e a che livello; ma il dialogo e il confronto civile sono l'unico cammino sostenibile. Siamo tutti cittadini di un’unica nazione e abbiamo ciascuno un contributo “speciale”, piccolo o grande, strategico o operativo che sia, da provare ad apportare lungo il cammino dello sviluppo. It is time to effectively confirm our choices


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